08.24.08
Le mie “vacanze” e la mia mancanza di spensieratezza
Sono appena tornata dal mio meraviglioso soggiorno in via Ferraris…. Ho vissuto dalla Lavinia per una settimana e ora sono di nuovo a casa mia, col mio tavolino Dave, ovviamente comprato all’IKEA con lo sconto del 15%…
“Vacanze” all’insegna della riflessione e di una pseudo-terapia. Ho imparato a fare le carte (più o meno) e sono stata bene… Ho lavorato tanto (avrei un contratto di 20 ore e questa settimana ne ho fatte 39) e sono arrivata a odiare il giallo abbinato con il blu perché mi ricorda l’IKEA…
Ora siamo alla resa dei conti… In tutti i sensi… Mi rinnoveranno il contratto? Riuscirò a studiare e lavorare contemporaneamente? E se non ci dovessi riuscire, cosa sceglierò?
La mia amica Lavinia dice che se vuoi davvero una cosa riesci a farla… ma la mia modestissima esperienza mi dice che non è sempre così e allora………
Che palle Sara con tutti questi discorsi!!!!!!!!! Già, me lo dico da sola.. E so di aver bisogno di un pizzico di spensieratezza… E’ inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta, e quindi dovrei decisamente smetterla di farmi tutte queste domande e aspettare semplicemente che il tempo passi e che arrivino le risposte…
A proposito, voglio citare un passo del libro “Il cigno nero – Come l’improbabile governa la nostra vita” di Nassim Taleb.
“Rifiutandomi di correre per prendere treni ho provato la sensazione di avere il pieno controllo del mio tempo, dei miei progetti, della mia vita. Perdere un treno fa male solo se gli correte dietro. Allo stesso modo, non corrispondere all’idea di successo che altri si aspettano da voi fa male solo se è proprio quello che cercate di fare. E’ più difficile perdere il un gioco in cui siete voi a dettare le regole”. Se avessi letto questo passo qualche mese fa probabilmente non sarei andata in terapia dopo aver lasciato medicina. Probabilmente non avrei vissuto questi mesi di vacanza indesiderata e non goduta, prima di iniziare a lavorare, nell’ansia e nel rimorso e nella sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato e di stupido. Ho sempre vissuto nella convizione di essere una che se ne sbatte di quello che pensano gli altri… ma la verità è che è sempre stato importantissimo per me, e se tutti erano convinti che lasciando medicina commettevo un errore allora doveva essere vero…
E poi la terapia mi ha fatto capire che non posso aspettarmi che gli altri capiscano cose che io ho capito, e neanche tanto bene, dopo 5 mesi di terapia…
Ok, prendete questo post come uno sfogo in attesa che il mio counselor torni dalle vacanze… Volevo solo ricordare un paio di cose che tendo a dimenticare troppo facilmente… E chiedo scusa a chi mi ha visto scorbutica e antipatica in questi mesi…
Ora devo andare, ma tonerò presto… E’ una minaccia…
08.07.08
Breathing
Ho sentito questa canzone in una puntata di E.R. e l’ho prontamente scaricata… e ora ve la faccio sentire…
E’ tanto tanto dolce…



